Introduzione
La melissa dona un delicato aroma di limone ai cibi e alle bevande alle erbe. Questa guida presenta le foglie di Melissa officinalis, la preparazione e la conservazione pratiche e le limitate prove nell’uomo su estratti specifici. Spiega inoltre perché un infuso di foglie, un integratore e un olio essenziale richiedono valutazioni diverse.
In questa pagina
Identità: quale pianta e quale preparazione?
La melissa, Melissa officinalis L., è un’erba perenne della famiglia delle Lamiaceae. Le foglie commestibili sono verdi, rugose, da ovali a cuoriformi e dentate ai margini; se stropicciate emanano un profumo di limone. Le foglie giovani possono essere particolarmente aromatiche. Questa guida riguarda foglie vendute o coltivate per uso alimentare, non una pianta selvatica sconosciuta scelta soltanto in base all’odore. [1]
Il lemongrass e la verbena odorosa sono piante diverse, anche se tutte e tre possono profumare di limone. Per distinguerle, controllare il nome scientifico sull’etichetta. Anche foglie fresche, foglie essiccate, infuso filtrato, estratto standardizzato e olio essenziale sono prodotti differenti. Una preparazione destinata alla pelle non è intercambiabile con una destinata all’assunzione per bocca. [2] [12]
Utilità alimentare e significato nutrizionale
Il beneficio quotidiano più chiaro è il sapore e la varietà. Le foglie fresche tritate si abbinano a insalate verdi o di frutta, zuppe e salse; possono anche aromatizzare un pesto o guarnire una bevanda ghiacciata. Iniziare con poche foglie per porzione e regolare secondo il gusto. È un punto di partenza culinario, non una dose medicinale. La melissa può rendere più gradevole una bevanda alle erbe non dolcificata senza richiedere zuccheri aggiunti. [1] [3]
Le fonti alimentari esaminate non forniscono un’analisi nutrizionale affidabile per una normale porzione di foglie fresche. Sarebbe quindi fuorviante attribuire a una tazza o a una guarnizione un apporto elevato di vitamine o minerali. Il profumo di limone non dimostra un contenuto di vitamina C paragonabile a quello di un limone. Mangiare foglie tritate e bere un infuso da cui sono state rimosse le foglie sono modalità di consumo diverse. [3] [4]
Anche la composizione chimica va contestualizzata. Un estratto di foglie studiato conteneva composti fenolici, fra cui acido rosmarinico, oltre a flavonoidi e triterpeni. Questi composti vegetali non sostituiscono i nutrienti di un’alimentazione varia. L’estratto era standardizzato e analizzato chimicamente; non si può presumere la stessa composizione per una manciata di foglie dell’orto o un infuso casalingo. [9]
Scelta, preparazione e conservazione delle foglie
Scegliere foglie sane, prive di viscosità, muffa o deterioramento esteso. Lavarsi le mani, sciacquare le foglie sotto acqua corrente fresca e asciugarle tamponando. Usare utensili puliti e tenere l’erba separata dalla carne cruda e dai suoi succhi. Non lavare gli alimenti con sapone, detergente o candeggina. Il lavaggio non rende nuovamente commestibili le foglie deteriorate. [6]
Per un normale infuso, mettere in una tazza foglie pulite, fresche o essiccate e adatte all’uso alimentare, aggiungere acqua calda, lasciare in infusione per alcuni minuti e filtrare. Regolare la quantità secondo il gusto o seguire le indicazioni del prodotto alimentare. Gli studi clinici esaminati non stabiliscono una quantità terapeutica di foglie fresche né una ricetta per un infuso casalingo. Le loro dosi in milligrammi riguardano estratti specifici e non vanno convertite in cucchiai di foglie. [4] [8] [9]
Raccogliere le foglie secondo necessità per usarle fresche; per essiccarle o congelarle, la Iowa State University consiglia la raccolta subito prima della fioritura. Essiccare in un luogo buio e arieggiato, poi separare le foglie dagli steli e conservarle in recipienti chiusi. L’essiccazione può attenuare l’aroma fresco di limone; il congelamento è un altro modo per conservare le foglie in eccesso da usare in cucina successivamente. Tenere in frigorifero le erbe preparate e tritate e utilizzarle rapidamente. [3] [5] [6]
Il pesto casalingo e le normali miscele di erbe sott’olio devono essere refrigerati subito e consumati entro 4 giorni, oppure congelati. L’olio non rende sicure le erbe umide a temperatura ambiente: le condizioni sotto l’olio possono consentire il botulismo. Questo limite di conservazione vale anche quando l’erba della miscela è la melissa. [7]
Che cosa hanno mostrato gli studi nell’uomo?
Uno studio crossover randomizzato in doppio cieco del 2004 su 18 volontari sani ha confrontato dosi singole di 300 mg e 600 mg di un estratto standardizzato con placebo, in giorni separati. Durante un compito di stress in laboratorio valutato un’ora dopo l’assunzione, 600 mg hanno migliorato la calma riferita dai partecipanti, ma hanno anche ridotto la vigilanza da loro percepita. Con 300 mg, l’elaborazione matematica era più rapida senza perdita di accuratezza. Sono risultati a breve termine ottenuti in un piccolo gruppo sano sottoposto a stress artificiale, non la prova di un trattamento per un disturbo d’ansia né di un effetto di un normale infuso. È stato esaminato l’abstract originale. [8]
Uno studio pilota del 2011 su 20 adulti di 18–70 anni con ansia lieve o moderata e disturbi del sonno ha utilizzato 600 mg al giorno di un estratto idroalcolico di foglie, suddivisi in due dosi da 300 mg, per 15 giorni. I sintomi valutati clinicamente sono migliorati e non sono stati segnalati effetti avversi. Tuttavia, tutti hanno ricevuto l’estratto: mancavano sia un gruppo placebo sia il mascheramento. Non si possono separare le oscillazioni naturali, le aspettative e altre influenze dall’effetto del trattamento. Diversi autori erano affiliati al produttore dell’estratto. Questo studio preliminare non può dimostrare un’efficacia duratura o una sicurezza generale. [9]
Affermazioni comuni: che cosa dicono le prove?
Affermazione: «L’infuso di melissa è un trattamento dimostrato per l’insonnia». → Verdetto: non stabilito dagli studi esaminati qui. Lo studio sul sonno utilizzava un estratto specifico e mancava di un gruppo di controllo. Né la sua dose né il suo risultato possono essere trasferiti semplicemente a una tazza di foglie in infusione. [9]
Affermazione: «Un prodotto calmante naturale non può ridurre la vigilanza». → Verdetto: contraddetto in una condizione studiata con un estratto. Nello studio sullo stress, dopo 600 mg la maggiore calma si accompagnava a una minore vigilanza percepita. Ciò non significa che ogni porzione alimentare abbia questo effetto, ma «naturale» non garantisce un’attenzione inalterata. [8]
Affermazione: «La melissa può sostituire i farmaci per la tiroide». → Verdetto: non sostenuto dalle prove cliniche esaminate. Lo studio pilota escludeva persone sia con ipotiroidismo sia con ipertiroidismo. Le ipotesi di laboratorio non giustificano la modifica di un trattamento tiroideo prescritto. [9]
Sicurezza, farmaci e situazioni particolari
Vigilanza e farmaci: non guidare né usare macchinari se una preparazione provoca sonnolenza. Lo studio pilota escludeva chi assumeva farmaci per l’ansia, antidepressivi, farmaci che inducono il sonno o sedativi; pertanto non stabilisce che aggiungere il suo estratto a questi trattamenti sia sicuro. Discutere il prodotto effettivo e la dose con chi prescrive la terapia e non interrompere un trattamento prescritto a causa di questi piccoli studi. Un’interazione farmacologica clinica non va presentata come dimostrata soltanto perché un effetto sedativo è plausibile. [8] [9]
Malattie tiroidee e altre condizioni: l’esclusione dallo studio pilota limita ciò che i risultati possono indicare alle persone con malattie della tiroide; non dimostra che le normali foglie interferiscano con i farmaci tiroidei. Anche diabete e asma erano criteri di esclusione. Queste esclusioni non stabiliscono controindicazioni, ma impediscono di affermare che lo studio abbia dimostrato la sicurezza dell’integratore in quei gruppi. [9]
Gravidanza, allattamento e bambini: lo studio pilota escludeva gravidanza e allattamento e arruolava adulti. Non stabilisce dosi medicinali per questi gruppi o per i bambini. Le erbe lavate usate per insaporire un pasto sono diverse dalle preparazioni medicinali assunte ripetutamente. Non usare questo articolo come base per trattare sintomi della gravidanza, aumentare la produzione di latte o dare a un bambino un rimedio per dormire. [10] [9]
Allergia e olio essenziale: evitare un fattore allergico già noto. Sospendere un prodotto che provoca una sospetta reazione allergica; difficoltà respiratorie o gonfiore alla gola richiedono assistenza medica d’emergenza. Non ingerire olio essenziale né somministrarlo ai bambini per bocca. Gli oli concentrati possono essere tossici se ingeriti e irritare la pelle; tenerli fuori dalla portata dei bambini. Le istruzioni o le prove relative a un prodotto topico non possono essere trasferite alla sua ingestione. [11] [12]
Conclusione
La melissa è utile come erba aromatica alimentare e come ingrediente di una gradevole bevanda alle erbe. Foglie fresche, foglie essiccate ed estratti rispondono a scopi diversi. Piccoli studi suggeriscono effetti specifici a breve termine sulla calma o sulla valutazione dei sintomi, con limiti importanti e una possibile riduzione della vigilanza. Nell’uso culinario, curare identificazione, lavaggio e conservazione; considerare le preparazioni medicinali come decisioni separate che richiedono attenzione al prodotto, ai farmaci e alla persona che le usa.
Nota importante
Usare melissa commestibile identificata correttamente e lavare le foglie prima della preparazione. Tenere al freddo le erbe tritate; refrigerare il pesto casalingo o le erbe sott’olio e consumarli entro 4 giorni, oppure congelarli. Evitare la melissa in caso di allergia nota alla pianta. Difficoltà respiratorie o gonfiore alla gola dopo l’uso richiedono assistenza medica d’emergenza. Alcuni estratti studiati hanno ridotto la vigilanza. Non guidare in caso di sonnolenza e non presumere che sia stata dimostrata la sicurezza dell’aggiunta di un estratto a sedativi, antidepressivi o farmaci per la tiroide. Gli studi esaminati negli adulti non stabiliscono l’uso medicinale in gravidanza, durante l’allattamento o nell’infanzia. Non ingerire olio essenziale né somministrarlo ai bambini per bocca.
Questo articolo è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario qualificato.
Fonti e riferimenti
- Melissa officinalis · Leggi la fonte — North Carolina State University Extension
- Herbs in Southern Gardens · Leggi la fonte — University of Georgia Cooperative Extension
- Growing, Harvesting, and Drying Herbs · Leggi la fonte — Iowa State University Extension and Outreach
- Herb Culture and Use · Leggi la fonte — Virginia Cooperative Extension, Virginia Tech
- Lemon Balm, Melissa officinalis · Leggi la fonte — University of Wisconsin–Madison Division of Extension
- Washing fresh fruits and vegetables safely · Leggi la fonte — University of Minnesota Extension
- Herbs and vegetables in oil · Leggi la fonte — Oregon State University Extension
- Attenuation of laboratory-induced stress in humans after acute administration of Melissa officinalis (Lemon Balm) · Leggi la fonte — Psychosomatic Medicine
- Pilot trial of Melissa officinalis L. leaf extract in the treatment of volunteers suffering from mild-to-moderate anxiety disorders and sleep disturbances · Leggi la fonte — Mediterranean Journal of Nutrition and Metabolism
- Food Safety During Pregnancy · Leggi la fonte — Oklahoma State University Extension
- Anaphylaxis · Leggi la fonte — University of Rochester Medical Center, Golisano Children's Hospital
- Are Essential Oils Safe for Children? · Leggi la fonte — Johns Hopkins Medicine